MACCHINA DI RAMSDEN (1735-1800)
È costituita da un disco di vetro girevole attorno ad un asse e stretto
tra due cuscinetti di crino, rivestiti di cuoio spalmato con bisolfuro
di stagno e terminanti con una catenella. Il disco passa tra 2 conduttori,
muniti di punte detti pettini collegati anche a grossi conduttori orizzontali
i quali costituiscono il collettore. Durante la rotazione il disco,
strofinando contro i cuscinetti si elettrizza positivamente,
mentre la carica negativa si deposita sui cuscinetti e quindi viene
scaricata a terra tramite la catenella. Quando il disco passa tra i pettini,
questi si caricano per induzione negativamente nelle parti più vicine al vetro,
cioè sulle punte e positivamente nelle parti più lontane. Per il potere
dispersivo delle punte, l’aria si ionizza e la carica positiva del
vetro si neutralizza. Restano allora sui pettini solo le cariche positive
che si trasmettono al collettore. La presenza delle cariche sul collettore
viene segnalata dalla scintilla che scocca quando si
avvicina ad esso la nocca di un dito.
