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ASTROLABIO

astrolabio Da un certo punto di vista può essere considerato l’archetipo degli strumenti scientifici, perché è molto antico e notevolmente sofisticato.
L’astrolabio è uno strumento circolare, piatto, generalmente in ottone, recante una proiezione stereografica del globo e dell’emisfero celeste; una specie di sfera armillare piatta. Il punto di proiezione è quasi sempre il Polo Sud e il piano di proiezione è l’equatore. E’ per questo motivo che gli studiosi lo chiamano astrolabio planisferico, così da distinguerlo dall’astrolabio sferico, cioè un modello del globo e del cielo, che non ha bisogno di linee di proiezione.
L’astrolabio fu introdotto in Europa attraverso la Spagna dagli invasori arabi, che nel X secolo occuparono le coste settentrionali dell’Africa e parte della penisola iberica. Attorno al bordo esterno (detto lembo) dell’astrolabio si trovano una scala divisa in 360 gradi e al centro dello strumento è imperniata un’alidada, o regolo, con un paio di mire. Con l’astrolabio è possibile guardare una stella di prima grandezza e misurarne la latitudine. Un disco decorato e traforato (la rete), contenente un certo numero di indicatori di stelle, può essere ruotato fino a che l’indicatore della stella osservata taglia o incrocia il cerchio delle altezze sulla proiezione stereografica. In tal modo si imposta sul modello la posizione delle stelle in un particolare momento. Se è noto il giorno del mese, è possibile leggere l’ora. In effetti lo strumento è un calcolatore analogico. Si deve ricordare che le stelle sembrano compiere attorno alla Terra una rotazione ogni 24 ore. E’ inoltre possibile calcolare l’ora o il sorgere o il tramontare di una determinata stella o del Sole a qualsiasi data desiderata. In topografia l’astrolabio è usato orizzontalmente, invece che verticalmente. Una forma elementare di questo strumento veniva usata anche dai naviganti.